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lunedì, 14 luglio 2008
Succede, a volte, che dei flash arrivino ad illuminarti quello che fino a quel momento non riuscivi a capire, dandoti, per la prima volta, la sensazione di vederci finalmente molto chiaro. Nient'altro che un'epifania, una rivelazione. Stamattina è stato così per me, trovandomi di fronte all'assoluta indifferenza di chi ho, in ogni modo, cercato di comprendere. Tanta e tale l'indifferenza, l'assoluta mancanza di rispetto, da farmi finalmente capire che molto spesso la tranquillità e la bonarietà sono solamente alcune delle forme che può assumere l'aridità, l'egoismo più sfrenato e molto spesso, come in questo caso, ingiustificato. Tanti i segnali che in questo periodo mi stavano inducendo in questa direzione, e che io cercavo di rimandare indietro. Ora non posso più farne a meno,e mi prende alla gola un vago senso di nausea, provocato dalla certezza di aver gettato via tanto tempo ma soprattutto di aver dato fiducia a chi, dietro la facciata del perbenismo, nasconde solo un'inutile ed ingiustificata arroganza.

domenica, 08 giugno 2008
Ricomincio a scrivere dopo quasi un mese e non so quanto effettivamente sia cambiato da allora. Certo, non sono più soggetta agli scatti d'ira di un tempo ma non sono felice come pensavo che la ritrovata calma mi avrebbe reso. Ho bisogno di persone accanto, di non essere mai sola, di premairmi per qualsiasi cosa faccio e per una persona solitaria come me si tratta di un a novità assoluta. Sono sempre stata orgogliosa della mia indipendenza, del mio "distacco" dal mondo e, perchè no, anche del mio cinismo estremo. Eppure tutto questo, ora, mi pare svnito, perso dietro una serie di pensieri e situazioni sempre in bilico tra la normalità e la perdita di senso. Zingaretti parlava di "vuoto di senso" ne "I giorni dell'abbadono" e forse è proprio questo quello che sento.Una mancanza assoluta di significato.
mercoledì, 14 maggio 2008
Punto e a capo....
E vediamo che ne tiro fuori....
lunedì, 28 aprile 2008
E' un pensiero fisso quello che mi tormenta in questi giorni. Cerco di accantonarlo, di isolarlo, di ridurlo all'inoffensività ma lui è sempre lì, pronto a risbucare appena abbasso le difese. Non so più come difendermi se non arrendendomi completamente a lui, sperando che non mi schiacci e che si allontani da me il più presto possibile. Forse non tutto è perduto ed io sono ancora in grado di recuperare il completo controllo di me, come nei momenti migliori. Potrei trasformarlo in una fantasia, astrattizzandolo completamente e facendogli perdere ogni contatto con il reale, creando quasi una favola da raccontare ai nipotini...
mercoledì, 23 aprile 2008
Sembra che l'infelicità sia diventata il motore del mondo, lo diceva anche D'Alatri in "Casomai". Io non lo dico per sentito dire ma perchè lo testo ogni giorno sulla mia pelle. Io stessa sono una persona perennemente alla ricerca dell'ulteriore, della differenza, del di più che rende unici: non mi accontento mai di nulla, con un atteggiamento che da molti potrebbe essere ritenuto infantile e capriccioso e che, invece, è solo figlio di una non meglio definita voglia di perfezionismo e di controllo totale del mondo. Mi sento e mi vedo circondata da persone che non riesco a mia volta ad aiutare e che sono visibilmente infelici e che ostentano, come me, una forza totalmente assente. Crolliamo ad ogni minima deviazione dal percorso precostituto, ad ogni minimo evento imprevisto e non calcolato nel nostro peraltro accuratissimo schema mentale. Siamo totalmente incapaci di affrontare un'emozione inattesa, accogliendola o con eccessivo clamore o con esasperata freddezza. Siamo incapaci di capire il valore di un bacio (ed io per prima), del sesso, dell'amore, di qualunque cosa abbia a che fare più con la pancia che con la testa ma, per converso, ci siamo tutti laureati a 23 anni e con il massimo dei voti. Siamo i figli di coloro che hanno fatto il '68 e si sono pentiti di averlo fatto. Siamo quelli che parlano solo della carriera e che poi il fine settimana si sentono così soli da doversi necessariamente stonare. Siamo perennemente insoddisfatti non per capriccio ma perchè ci manca effettivamente qualcosa: ci hanno dato tutto quello che di materiale si poteva dare ma nessuno, o comunque in pochi, hanno trovato il coraggio di insegnarci a vivere, a pagare una bolletta, a fare la spesa, a piangere, a dire "ti amo" ad una persona....
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